Debutta la nuova produzione 2020 "Commendatore a rate" di Casimiro Penzo

 
Prossimamente sarà in scena la nuova produzione 2020 del Mosaico...
COMMENDATORE A RATE di Casimiro Penzo

Trama:

Campeggia nella vicenda Checco Tombolon, impiegato avventizio da sempre, umiliato dai colleghi e dal capo ufficio, che attende da anni il giorno della riscossa. La quale giunge finalmente con l’offerta di una prestigiosa commenda, che il buon uomo si impegna di acquistare a rate, a costo di inenarrabili sacrifici. Ma il nostro eroe, che ha preparato una festa a sorpresa, invitando i suoi cari colleghi, è fulminato dalla notizia che l’ultima rata da versare poco prima della festa, è stata interamente giocata al lotto dalla vecchia sua madre Bice. Seguono scene comico drammatiche ed affannose ma vane ricerche per racimolare la somma in famiglia; e tutto questo mentre stanno per giungere gli ospiti. Ma ecco un’altra brutta notizia: il venditore di titoli non è che un imbroglione, ricercato e già arrestato. Nuovo scompiglio generale e controlli affannosi per tutta la famiglia. Ma la vecchia Bice, che ha continuato tranquillamente a consultare le cartelle urla improvvisamente: Quaderna! La situazione si capovolge di nuovo in casa Tombolon, portando una festa con una motivazione all’ultimo momento ed un finale del tutto inaspettato.

 
Note di regia:
Miro Penzo, polesano, ha vissuto moltissimi anni a Rovigo. La sua prima passione è stata il Teatro, ed in particolare quello veneto. "Commendatore a rate", "47 morto che parla", "Donna Canasta", "Tre poveri veci", le sue commedie più note, sono state rappresentate dalle compagnie professionistiche più qualificate, dirette da attori come Micheluzzi, Cavalieri, alcune sono state tradotte e rappresentate all'estero. Ha collaborato con giornali e riviste letterarie e didattiche, e per quasi trent'anni ha ricoperto l'incarico di critico teatrale della pagina locale de "Il Resto del Carlino". E' stato Presidente della "Dante Alighieri" locale e direttore del periodico "Autori Polesani". I suoi lavori teatrali, secondo il critico G.A. Cibotto "lasciano intravedere dietro il gioco a sorpresa tramato di ilarità, il basso profondo di un'amarezza che mette a nudo la miseria morale di certi interni borghesi. La denuncia però, che riallaccia le intenzioni di Penzo a quelle di Palmieri e Duse, suoi conterranei, non sfocia mai nel grido di protesta, paga di mostrare il -nonsenso- che si nasconde dietro la tranquilla quotidianità".