SARTO PER SIGNORA di George Feydeau

 

fascia sarto

trama
Sarto per signora descrive gli sforzi del dottor Moulineaux, prestigioso medico parigino, per riuscire a incontrarsi con la sua amante, Suzanne Aubin, senza che né sua moglie né il marito di lei vengano a conoscenza della tresca. A questo scopo, il dottore affitterà un appartamento in cui, uno dopo l'altro, sfileranno tutti i personaggi guastando l'intimità della coppia e costringendo Moulineaux a spacciarsi per un sarto specializzato in abiti da donna con l'intento di nascondere la verità delle cose. 
Nell'improvvisato laboratorio faranno il loro ingresso l'amante di Moulineaux, sua moglie, il marito di Suzanne, l'amante di quest'ultimo, un amico di famiglia di nome Bassinet, primo marito dell'amante del marito di Suzanne e da questa abbandonato, e infine la suocera, la signora d'Aigreville, il cui cognome è già rivelatorio del suo carattere. Ovviamente, l'incontro casuale di una serie di personaggi dagli interessi opposti determinerà situazioni irrisorie di ogni tipo che sfoceranno in una interminabile frenesia scenica che, nell'ultimo atto, porterà a galla i molteplici adulteri. Nonostante ciò, la pièce si conclude con un ironico ritorno allo status quo iniziale: le infedeltà saranno fatte passare per semplici fraintendimenti sottolineando la tacita accettazione, da parte di tutti i personaggi, della menzogna sociale che li avvolge completamente.

Note di regia
Probabilmente, raccontata sulla carta, la storia sembra un po' insipida, ma vi assicuro che sul palcoscenico è deliziosamente fanciullesca. Utilizzo il termine fanciullesca di bell'apposta, poiché non esiste modo migliore per definire questo genere di umorismo: Georges Feydeau possiede tutta la verve allegra e indiavolata della giovinezza. Le parole gli escono un po' per caso, e non sono né particolarmente profonde né tanto meno spirituali, ma indubbiamente sono sempre spiritose. Un'altra caratteristica di Feydeau che apprezzo ancora di più della precedente, è la prodigiosa destrezza, nonché l'incredibile agilità, con cui passa da un quiproquo all'altro trovando il dettaglio o la battuta giusta che lo renderà accettabile agli occhi del pubblico. Ogni personaggio della pièce viene continuamente scambiato per un altro; questo determina un'incessante carambola di equivoci, eseguiti con impareggiabile brio, che la mente riesce a seguire senza andare in confusione. È da questo che si riconosce lo spirito drammaturgico, e Georges Feydeau indubbiamente lo possiede. A tutto ciò, aggiungete il fatto che Sarto per signora è un vaudeville con un pizzico di commedia. Il personaggio di Bassinet, infatti, come indicato dal nome stesso, è uno di quei fastidiosi scocciatori di cui è impossibile liberarsi una volta che vi hanno accalappiato. La gente del popolo è solita chiamare persone del genere con l'appellativo bassinoire (scaldaletto), probabilmente in riferimento allo scaldaletto che ognuno di noi ha l'abitudine di spostare in continuazione. È lui ad affittare a Moulineaux l'appartamentino della sarta e, una volta piazzatosi in salotto, il protagonista non ha più modo di liberarsene: si intromette nei discorsi, prende la parola e se la tiene. Bassinet ha una storia da raccontare: quella della sarta che ha lasciato l'appartamento; vuole dirla a Moulineaux, che però passa la "palla" alla moglie, che a sua volta lo scarica per Aubin; così, ogni volta che riprende la sua antifona: "c'era una sarta..." Bassinet finisce per imbattersi nel domestico, che lo pianta lì su due piedi lasciandolo solo soletto. A questo punto, si avvicina alla ribalta e dice al pubblico: "allora la storia la racconto a voi. C'era una sarta...".

 

Scheda tecnica


Produzione 2015, Gruppo teatrale Il Mosaico - Rovigo
Responsabile Emilio Zenato
Telefono 0425 200255

Titolo dell'allestimento: SARTO PER SIGNORA
Autore: George Feydeau
Siae: no (opera di pubblico dominio non tutelata)
Atti: 2
Durata: 1h e 30 minuti
Intervallo: 10 minuti

Attori: 8
Genere: commedia brillante italiano
Età spettatori: tutte
Pieghevoli di sala: forniti da Il Mosaico
Locandine: 33x70 fornite da Il Mosaico

Dimensioni minime palcoscenico
Larghezza: 5m
Profondità: 5m
Altezza: 2 m

Utilizzo chiodi e/o viti per scene: si
Utilizzo pesi di ancoraggio scene: si
Scala accesso platea: non necessaria
Quadratura nera: si
Sipario: si
Sala oscurabile: si

Carico luci: 6 kW
Presa 380v: n. 1 da 32A o 63A pentapolare (3F+N+T)
Presa 220v: n. 1 da 16A
Americane: no
Piantane proiettori: n. 2 in sala fronte palco
Posizione regia luci-audio: in palco

 

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